SCOIATTOLO ROSSO

“Ho sempre amato la vita all’aria aperta”. Così Gianluca ha lasciato il posto fisso per dare vita a Scoiattolo Rosso e produrre la nocciola tonda gentile del Piemonte IGP. 

Prodotti

Nocciola tonda gentile del Piemonte IGP sgusciata e tostata, granella di nocciole, farina di nocciole, pasta di nocciole. 

Experience

Una visita a Carrù è un’occasione per visitare il Piemonte.
Conoscere la nocciola tonda gentile del Piemonte e i suoi utilizzi alimentari significa riscoprire benefici e bontà di un alimento tipico di questo ambiente e delle sue tradizioni.

Territorio

Carrù, provincia di Cuneo, è chiamata “porta delle Langhe”. Qui la pianura inizia a incresparsi in un paesaggio antico e affascinante.
Oltre ai pregiati vigneti e all’allevamento bovino un’altra eccellenza del territorio è la nocciola tonda gentile del Piemonte IGP.

Carrù, in Piemonte, segna l'ingresso nel territorio delle Langhe. Qui le tradizioni gastronomiche comprendono eccellenti vini, il bollito misto di bue grasso e la nocciola tonda gentile del Piemonte.

All’ingresso della cittadina un’insegna presenta Carrù come “porta delle Langhe”. Ed infatti in questa parte del Piemonte, non distante dal confine con la Liguria, inizia un territorio montuoso coperto per lo più da vigneti dove si incontrano paesaggi dall’atmosfera antica. Qui l’uomo, con il suo sapiente lavoro agricolo, ha saputo addomesticare nel tempo le asperità della natura.

Carrù è anche il paese in cui si svolge l’annuale fiera del bue grasso. Impossibile non farsi venire l’acquolina in bocca pensando al celebre bollito, uno dei piatti tradizionali piemontesi, accompagnato magari da uno degli ottimi vini locali.

Ma noi siamo arrivati in questa zona attratti da un’altra delizia, il fiore all’occhiello della produzione dolciaria piemontese: stiamo parlando della nocciola tonda gentile del Piemonte, riconosciuta e tutelata dal marchio di qualità IGP.

Al nostro arrivo la giornata di sole invernale e il cielo terso rendono la luce quasi tagliente. Lasciandoci alle spalle il paese per raggiungere l’azienda di Gianluca Filippi, la campagna appare di un verde luminoso.

Gianluca ci accoglie nei pressi di casa sua, a pochi metri dal magazzino dove sono conservate le sue nocciole. Ci appare come un ragazzo dai modi sinceri e cordiali e così si crea presto tra noi una piacevole sintonia.

Ci racconta come ha deciso di lasciare il lavoro in un’industria della zona per far crescere l’azienda agricola di cui ora è il titolare. Ascoltandolo sembra quasi si sia trattato di un percorso liscio e lineare. Ma cogliamo chiaramente che dietro i risultati raggiunti ci sono un impegno costante, una buona dose di fatica e molto amore per il lavoro che ha scelto.

Pensando a quando fin da piccolo aiutava il padre nel lavoro in campagna, Gianluca ricorda che sua madre gli ripeteva spesso di tenere a mente che “la terra è bassa”. Intendeva dire che devi stare chino per lavorarla, e che il sudore e la fatica segnano la quotidianità del lavoratore agricolo. Gianluca invece, che ama da sempre le attività all’aria aperta, non si è mai fatto spaventare dalla fatica fisica. Anzi, questo è uno degli aspetti che preferisce del suo lavoro.

Per Gianluca il ritorno alla terra è stata una decisione presa con spirito pragmatico e ottimista. Era stato il nonno ad acquistare, dopo la guerra, un pezzo di terra da coltivare a nocciole. Il papà di Gianluca, trovato un lavoro stabile nell’industria, aveva scelto di gestire il noccioleto per lo più nel tempo libero. E così aveva fatto inizialmente anche Gianluca. Ma trascorrere buona parte della giornata al chiuso in una fabbrica aveva fatto sorgere in lui un desiderio crescente di vita all’aria aperta e di libertà. Da lì la sensazione che il lavoro in campagna gli avrebbe permesso di abbracciare quei valori e quelle passioni che muovevano la sua vita e da cui la fabbrica lo teneva lontano. Così si è fatta strada in lui l’idea di far diventare la produzione di nocciole tonde gentili un lavoro a tempo pieno.

Per arrivare a questo sono state necessarie diverse modifiche nel modo di condurre l’azienda. Così oggi l’attività di Gianluca si basa sul concetto di filiera corta. Grazie ai mezzi e agli strumenti che consentono la vendita online gli è stato possibile abbattere i costi e ridurre i passaggi dal produttore al consumatore, garantendo maggiore trasparenza e fiducia nel rapporto con quest’ultimo.

Oggi nei pressi del noccioleto che apparteneva un tempo al nonno Gianluca sta costruendo la casa per la sua famiglia: sua moglie Ilaria e una bambina arrivata da poco più di un anno.

Andiamo con loro a vedere un terreno acquistato di recente dove hanno piantato un altro noccioleto. I rami dei noccioli, ora privi di foglie, sono in piena fioritura. Si tratta di fiori per nulla appariscenti, anzi non si fanno quasi notare. Ma nella stagione invernale, mossi dal vento, rilasciano nell’aria il loro polline.

“Le nocciole hanno dato energia ai contadini del passato per affrontare la stagione fredda” ci spiega Gianluca.

E anche oggi che non siamo più esposti ai rigori dell’inverno come un tempo, questo particolare tipo di frutta secca rimane un alimento prezioso. L’acido oleico (lo stesso che si trova nelle olive), il magnesio, diverse vitamine, i grassi “buoni”, le proteine e alcuni minerali apportano notevoli benefici all’organismo. Ma oltre a essere molto sana, la nocciola tonda gentile del Piemonte è anche un frutto squisito. Basta citare il cioccolato gianduia, le molte versioni di torte di nocciole, la crema e il gelato alla nocciola per capire come la tradizione dolciaria piemontese sia indissolubilmente legata al delicato aroma di questo frutto.

Il viaggio in questo angolo di Piemonte ci ha permesso di scoprire un alimento da sempre presente nell’alimentazione quotidiana di quest’area, i cui benefici lo rendono un frutto da valorizzare anche nella nostra alimentazione di oggi.

Ma il piacere di questa esperienza è racchiuso anche nell’incontro con un ragazzo, la sua famiglia e la sua storia, che ci hanno offerto nuove prospettive da cui guardare un territorio. Ci sono alcune aree della cosiddetta provincia italiana, forse non particolarmente note o appariscenti, che sanno custodire nei loro paesaggi una particolare magia e bellezza. Lì si trovano persone che sanno dare nuovo valore alla grande risorsa tutta italiana rappresentata dalla terra e dalla ruralità.

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