AZIENDA AGRICOLA MONNET

Molte cose sono cambiate dai tempi del nonno di Ivan, ma alcune restano le stesse. Oggi come ieri Ivan e famiglia allevano mucche, capre e pecore per produrre formaggi tipici del Piemonte come il Saràs del fen.

Prodotti

Tome di latte vaccino e, secondo disponibilità stagionale,  tome di latte di pecora, di latte di capra e miste (vaccino e ovi-caprino). Tomette di capra e tomette con erbe aromatiche. Saràs fresco (ricotta) e Saràs del fen.

Experience

Qui dove la dimensione arcaica e naturale è ancora molto forte è possibile immergersi nella poesia di un lavoro a contatto con l’ambiente e gli animali, assaporando la bellezza dei monti e della valle che muta con lo scorrere delle stagioni.

Territorio

Piemonte, Val Pellice, territorio a vocazione pastorizia, luogo di produzione di formaggi di eccellenza della tradizione piemontese. 

Il Saràs del Fen e i formaggi della Val Pellice. Ivan custodisce le tradizioni e i valori dei pastori piemontesi.

Un formaggio morbido e odoroso avvolto da fili d’erba verde. È il Saràs del fen, una ricotta stagionata tipica della Val Pellice in Piemonte. Quell’erba, che cresce sotto i larici e si chiama festuca, era l’involucro naturale in cui i pastori un tempo avvolgevano questo tipo di formaggio per proteggerlo, farlo stagionare e poi portarlo a valle dagli alpeggi. Ancora oggi l’Azienda Agricola Monnet lo conserva in questo modo.

La loro è un’attività familiare che si tramanda dai tempi del nonno di Ivan. Successivamente è stato il papà a sviluppare l’azienda di cui oggi Ivan è il titolare. Qui si produce, oltre al Saràs del fen, formaggio da latte vaccino, di pecora e di capra, questi ultimi secondo produzione stagionale.

L’azienda Agricola Monnet pratica l’allevamento estensivo, cioè su aree ampie di terreno erboso, dove il bestiame è libero di pascolare durante la bella stagione. 

Molte cose sono cambiate dai tempi del nonno, ma alcune consuetudini rimangono le stesse. Per esempio la mungitura viene ancora eseguita a mano due volte al giorno, mattino e sera. E ancora oggi si svolge quella che in termine tecnico si chiama monticazione, cioè la salita in alpeggio.

La pratica dell’alpeggio avviene in estate, quando le mandrie raggiungono i 2100 m di altezza sull’Alpe Giulian. 

Lì ad alta quota, nel periodo estivo si svolge anche tutto il lavoro di mungitura, di lavorazione del latte e produzione del formaggio .

In questo periodo gli animali si nutrono di erba fresca di montagna. Così nel formaggio sono riconoscibili le tipiche note erbacee che lo contraddistinguono, preservate anche grazie alla lavorazione artigianale del latte crudo, processo che permette al formaggio di mantenere le naturali qualità organolettiche.

In quest’area del Piemonte si cerca di valorizzare e tutelare la pastorizia, attività che resta fortemente legata alla tradizione. Grazie al lavoro di tutela e all’impegno delle aziende familiari come questa, in Val Pellice è possibile gustare prodotti caseari tipici d’eccellenza.

Nella pastorizia l‘uomo instaura un legame profondo e armonioso con i propri animali, che lo porta a prendersi cura dell’ambiente che permette la vita della mandria. “Se devo lasciare il mio lavoro anche per un giorno, il pensiero per i miei animali non mi abbandona mai.” ci spiega Ivan. Un altro aspetto che caratterizza l’allevamento di questo tipo è il forte senso comunitario che guida ogni azione del lavoro quotidiano. “Qui siamo tutti responsabili del buon funzionamento dell’azienda e del benessere dei nostri animali, così quando si verificano imprevisti ci consultiamo e prendiamo insieme le decisioni che ci aiutano a superare un ostacolo”. 

Le piccole aziende come questa, seppure radicate nella tradizione, sono tutt’altro che antiche o superate. Al contrario, con i valori etici e le buone pratiche di cui sono portatrici, offrono validi spunti anche per lo sviluppo di percorsi innovativi nell’ambito dell’agrifood.

Per chi volesse conoscere un lavoro antico ma ricco di valori attuali immergendosi nel fascino del paesaggio alpino, questa è la meta ideale. Per buongustai e amanti della natura.

Foto: Camilla Contrini.

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